Il Sole 24 Ore

Intervento Gianni Rotice - Presidente Confindustria Foggia


Buonasera e benvenuti tutti.

Ringrazio le istituzioni presenti, le autorità, i colleghi imprenditori ed a nome di tutti porgo il più caloroso saluto al nostro Presidente Giorgio Squinzi, che ringrazio di cuore per essere qui con noi a festeggiare i 70 anni di Confindustria Foggia.

Ringrazio e saluto il Presidente dell’Ance, Paolo Buzzetti, il Vice Presidente di Confindustria Alessandro Laterza, il Segretario della Giunta nazionale di Confindustria, Federico Landi, il Presidente regionale Domenico Favuzzi ed i colleghi delle altre territoriali pugliesi di Confindustria ed Ance, le diverse rappresentanze degli enti bilaterali, le autorità civili e militari.

Presidente Squinzi, siamo qui riuniti non solo per celebrare quella che abbiamo voluto chiamare un’impresa lunga settant’anni, ma anche per partecipare alla comunità nella quale operiamo il nostro impegno, la nostra determinazione, la nostra passione per veder crescere le imprese e quindi il territorio nella sua interezza.

La crisi ha cambiato il mondo e riscritto le regole: anche noi come Confindustria Foggia dovevamo fare la nostra parte ed in tal senso siamo stati coerenti: ci siamo rinnovati, abbiamo messo al centro della nostra azione il rispetto delle regole, la meritocrazia, le politiche associative di sistema, la coerenza.

Politiche associative di sistema che sono partite da una nuova e proficua interlocuzione con Confindustria nazionale come pure con la federazione regionale.

Abbiamo rinnovato i vertici ma anche tutte le sezioni, creandone altre nuove ed al passo con i tempi. Abbiamo rinnovato e rafforzato anche la struttura, riducendo i costi ed ottimizzando le nostre risorse, sia umane che finanziarie, perché in un periodo di crisi spetta a noi per primi dare l’esempio.

Non avevamo peraltro altra scelta che avviare e perseguire un cammino virtuoso iniziato con il Commissariamento esattamente un anno fa - il 30 giugno 2014 per la precisione - e proseguito con l’insediamento dei nuovi organi eletti nell’assemblea generale dello scorso 3 settembre.

Un percorso condiviso e sostanziatosi in risanamento economico e finanziario, ripristino delle regole, trasparenza, merito.

Un’azione di rilancio che prosegue tuttora con l’importante e preziosa collaborazione della struttura, impegnata tra l’altro a tenere i conti in ordine ed a voltare definitivamente pagina anche sotto questo aspetto.

Guardando il nostro punto di partenza, non possiamo che esser soddisfatti, perché il duro lavoro di noi tutti ha prodotto importanti risultati: l’Associazione ha ripreso vita, tutte le sezioni, le commissioni ed i vari gruppi di lavoro ormai lavorano alacremente ed in sintonia con il Consiglio di Presidenza ed il Consiglio Generale; ogni settimana ospitiamo convegni, incontri e seminari organizzati da noi o anche in collaborazione con Ordini professionali ed Enti vari.

Dall’autunno scorso, a fronte di 25 dimissioni di aziende che per varie ragioni hanno interrotto il loro rapporto associativo, se ne sono già iscritte 96 e pensiamo pertanto di poter superare l’obiettivo programmatico di cento nuove aziende entro la fine del 2015.

Sono dati oggettivi per il quale ora, ancora una volta e pubblicamente, voglio ringraziare tutta la rappresentanza associativa e l’intera struttura per l’eccellente lavoro.

Circa il nuovo ruolo di Confindustria nelle sue relazioni con le istituzioni ed il territorio, non sta certo a me fare commenti e valutazioni: ma le presenze oggi degli Enti locali, dell’Università, della Camera di Commercio sono per me e per noi tutti un chiaro segnale di incoraggiamento per andare avanti sulla strada intrapresa.

A tutti questi Enti, a cominciare dalla Regione Puglia, mettiamo a disposizione il nostro impegno e le nostre competenze, nella consapevolezza e con la determinazione di voler contribuire alla crescita del nostro territorio ed a quello della Puglia nel suo complesso, attraverso proposte mirate e azioni condivise, rispetto alle quali il mondo industriale di Capitanata si pone come interlocutore attento e costante, nell’interesse delle aziende che rappresenta e dell’intera comunità nella quale opera.

Intendiamo svolgere fino in fondo il nostro ruolo nel rispetto dei compiti e delle funzioni dei diversi soggetti istituzionali impegnati nelle politiche di sviluppo, constatando con piacere che fare squadra o sistema - espressioni da qualche tempo abusate – nella nostra provincia sta cominciando a diventare un’interessante realtà.

Infrastrutture e logistica, ricerca e innovazione, internazionalizzazione, ma anche formazione, credito, sicurezza e legalità, mercato del lavoro, finanziamenti alle imprese: sono queste i temi portanti che guidano quotidianamente la nostra azione e quella di tutte le sezioni merceologiche sulle questioni specifiche di tutti i settori: dall’agroalimentare all’edilizia nelle loro diverse articolazioni, dall’ambiente all’energia, dal metalmeccanico ai trasporti passeggeri e merci, dalle tecnologie innovative alla sanità, ai servizi.

Non intendo certo affrontare tutti questi argomenti, ma soffermarmi solo un attimo sulle relazioni tra sicurezza e legalità con la questione del credito: al riguardo non possiamo non evidenziare quanto ancora il rating sulla legalità faccia fatica ad esser concretamente riconosciuto per le imprese.

Desidero inoltre sottolineare che la Capitanata, troppo a lungo e superficialmente ritenuta un’area meno di altre soggetta alla crisi, negli ultimi anni ha comunque pagato un duro prezzo.

Non voglio certo sciorinare dati statistici sul saldo negativo delle imprese, seppur in modo differenziato tra i vari settori: due elementi sono però inequivocabili ed al contempo preoccupanti.

Quello occupazionale in primo luogo: il 2014 ha evidenziato un ulteriore riduzione del mercato del lavoro, con un tasso di disoccupazione provinciale dei quasi il 23%, a fronte di valori regionali e nazionali rispettivamente pari al 21,46% e al 12,68%, con una preoccupante escalation nell’ultimo quinquennio se si considera che nel 2010 il tasso di disoccupazione in provincia di Foggia era pari al 13,37%.

Negli ultimi anni, poi, nonostante buone performances nell’export per agroalimentare e metalmeccanico, si è nel contempo ulteriormente ridotto il Pil pro/capite di Capitanata, con una flessione molto più incisiva della media regionale.

Ma noi Presidente Squinzi, possiamo farcela, vogliamo farcela e dobbiamo farcela a superare questa crisi: con il nostro impegno, la nostra inventiva, la nostra caparbietà, e anche – mi sia consentito aggiungere -con le nostre facce.

Vogliamo farcela con le nostre eccellenze non solo produttive, ma anche culturali, organizzative, ambientali.

Vogliamo farcela serrando sempre più le fila al nostro interno per interloquire più autorevolmente su tutti i tavoli istituzionali.

Vogliamo farcela difendendo e valorizzando il nostro ruolo nel rispetto più assoluto di compiti e funzioni di ciascuno.

Vogliamo farcela restando saldamente ancorati alla vita associativa ed alle regole di Confindustria.

Per questo, caro Giorgio, ti ringrazio per il sostegno che ci dai e per il supporto che sono certo mai ci farai mancare.

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